Ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 17/1/2012 ore 11:18 |
L'OTTAVARIO PER L'UNITA' DEI CRISTIANI
di Suor Maria del Pilar
Superiora del Monastero Contemplativo "Beata Maria Gabriella dell'Unità", di Pontina (diocesi di Latina), Italia.
"Che tutti siano uno…", fu la preghiera sacerdotale con cui Cristo implorò il Padre nell’Ultima Cena, prima di consumare il suo sacrificio cruento per riunire i figli di Dio dispersi, perché arrivassero ad essere figli nel Figlio (1).
Vogliamo avallare la nostra preghiera ed il nostro lavoro ecumenico nella preghiera fiduciosa di Cristo al Padre, modello per tutti, sempre ed in ogni luogo (2).
L’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa di preghiera ecumenica celebrata annualmente. Nell’emisfero Nord si realizza dal 18 al 25 gennaio e conclude in genere con una celebrazione ecumenica presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, il giorno in cui si celebra l’Apostolo delle Genti. Sedici anni fa, il 25 gennaio 1983, il Santo Padre Giovanni Paolo II, con il fine di rendere più significativo questo momento di preghiera vissuto dalla Chiesa per la piena unione di tutti i credenti in Cristo, concluse l’Ottavario con la Beatificazione della Beata Maria Gabriella Sagghedu, chi ha donato per la causa dell’ecumenismo tutto ciò che possedeva: la sua giovane vita; ed è per questo che oggi è conosciuta da tutti con il nome di Maria Gabriella dell’Unità.
Storia dell’Ottavario
L’Ottavario, tale come si realizza nell’attualità, si deve all’iniziativa di due ministri anglicani in relazione epistolare tra loro: l’inglese Spencer Jones e l’americano Paul James Francis Wattson (1863-1940). Il Rev. Wattson è il fondatore, insieme a Francesca Lurana White, della "Society of Atonement", una comunità religiosa episcopaliana osservante della regola francescana, che nell’anno 1909 passò al cattolicesimo. Nell’anno 1907, il Rev. Jones suggerì l’istituzione, per il 29 giugno di ogni anno, di una giornata di preghiera per il ritorno degli anglicani, e di tutti gli altri cristiani, all’unità con la Sede Romana. L’anno seguente Wattson ampliò l’idea, proponendola in forma di un'ottava (18-25 gennaio) allo scopo di domandare a Dio "il ritorno di tutte le "altre pecore" all’ovile di Pietro, l’unico pastore". Nel 1935 il sacerdote Paul-Irénée Couturier (1881-1953) trasformò questa manifestazione nella "Settimana universale di preghiera per l’unità dei cristiani", con lo scopo di pregare per la santificazione di tutti i battezzati, e per la realizzazione dell’unità "che Dio vorrà, con i mezzi che Egli vorrà, e nel modo che Egli vorrà" (3).
Il tema dell’Ottavario
Fin dal 1958, il tema per la Settimana era stato preparato dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio ecumenico delle Chiese, in collaborazione informale con il centro cattolico francese "Unité chrétienne" di Lione; mentre a partire dal 1966 i testi sono stati preparati congiuntamente da "Fede e Costituzione" (di cui fanno parte di diritto alcuni teologi cattolici), e dal Segretariato per l’unione dei cristiani (ora Pontificio consiglio), arrivando finalmente nel 1968 a celebrare per prima volta la preghiera per l’unità su testi comuni. Dal 1994 fu ampliato il gruppo di lavoro per la preparazione dell’Ottavario, comprendendo due organismi ecumenici laici: la Federazione mondiale delle Associazioni cristiane della gioventù maschile (YMCA) e la Federazione mondiale delle Associazioni cristiane della gioventù femminile (YWCA) (4).
Il tema
..Essi saranno suo popolo ed Egli sarà "Dio con loro"... (Apocalisse 21, 1-7).
La Parola che invita a pregare per l’unità in questa settimana del 1999 è carica di speranza, sia per il mondo che essa ci apre, sia per la circostanza in cui essa viene proposta. La conclusione di quest’anno ci apre all’anno 2000, che segna il ponte di passaggio fra due millenni, e non c’è nessun cristiano che non desideri avviarsi verso una tappa che segni una svolta nella storia delle nostre Chiese. Noi tutti vorremmo che il millennio verso il quale ci incamminiamo, ci facesse gustare i frutti della città celeste che Dio ci offre. Le porte della città di Dio sono sempre aperte e destinate ad accogliere uomini e popoli provenienti da tutte le direzioni, e chiunque entri attraverso una di quelle porte, fa parte del popolo di Dio. Verso questa città di Dio si compie un nuovo e perpetuo pellegrinaggio, che non è più soltanto quello del popolo di Dio, ma è il pellegrinaggio di tutti i popoli.
Gerusalemme costituisce la speranza e la meta di tutti gli uomini perché è la città di Dio. Dal trono di Dio e dell’Agnello, posto al centro della città, scaturiscono le acque dello Spirito, che producono frutti abbondanti e salute per tutti gli uomini.
E’ giustificato e doveroso il pellegrinaggio delle Chiese verso questa città. Avviandosi verso il terzo millennio le Chiese compiono i loro pellegrinaggio, insieme ed in mezzo a tutti gli uomini, implorando il Signore perché trapianti in terra la sua città, una città che veda il popolo delle dodici tribù e quello dei dodici apostoli costituire quell’unico muro che rivela la gloria di Dio con le porte sempre aperte, perché quella è la dimora di Dio con tutti gli uomini. Se questo sarà il pellegrinaggio verso il terzo millennio, certamente la città celeste si avvicinerà di più alla città degli uomini (5).
Conclusione
L’unità è un dono dello Spirito Santo, perciò bisogna proseguire nel dialogo dottrinale, però innanzi tutto bisogna sforzarsi di più nella preghiera ecumenica, in sintonia con la grande invocazione di Cristo: che tutti siano uno…(Gv 17, 21). Solo così davanti al Grande Giubileo potremo presentarci, se non del tutto uniti, almeno molto più vicini a superare le divisioni del secondo millennio (6).
Dobbiamo ricordare che alla fine i movimenti decisivi e salutari delle anime dipendono dalla grazia di Dio, e questa Dio la dona con misteriosa libertà, sebbene non la neghi a preghiera ben fatta; ed ancora la nostra preghiera non ha meritato questo miracoloso favore.
A Maria Madre dell’Unità raccomandiamo il "compito" ecumenico della Chiesa, affinché presto tutti arriviamo ad esser una sola cosa. Glielo chiediamo insieme alla Beata Maria Gabriella, che inspirata nella fiamma del divino anelito di Gesù, consumò in gioioso olocausto la preghiera della sua giovane vita. "Omnes... unum".
Note:
1 Cfr. Ef 1, 5.
2 Cfr. Lettera Enciclica sull’Ecumenismo Ut unum sint, 27. SS Giovanni Paolo II.
3 Dal libro L’Ottavario per l’unità dei cristiani. Documenti e discorsi di SS Paolo VI. A cura di Giordano Monzio Compagnoni, Edizioni Studium Roma, 1998.
4 Ibidem.
5 Cfr. Guida settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, 18-25 gennaio 1999. Pao
Preghiera di riparazione |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 12/1/2012 ore 11:10 |
"Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato". (Galati 6,7)
"Chi non vuole passare attraverso la porta della Misericordia, deve passare attraverso la porta della Mia giustizia»...(Gesù a Santa Faustina Kowalka (Diario 1146)
PREGHIAMO
Dio sia benedetto.
Benedetto il suo santo nome.
Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Benedetto il nome di Gesù.
Benedetto il Suo sacratissimo Cuore.
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta la sua santa ed immacolata concezione.
Benedetta la sua gloriosa assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto S. Giuseppe, suo castissimo sposo.
Benedetto Dio, nei suoi angeli e nei suoi santi.
Messaggio del 2 gennaio 2012 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 2/1/2012 ore 21:56 |

Auguri ! |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 23/12/2011 ore 9:29 |
LA NOTTE SANTA
di Guido Gozzano
- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.
- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.
Il campanile scocca
lentamente le sette.
- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.
- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.
- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.
- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
È nato!
Alleluja! Alleluja!
“Vi amo e prego!”. |
Inserito da: Caterina in Sulla Preghiera (12) 17/11/2011 ore 9:19 |
Ami? Prega!
Eccoci giunti, carissimi amici, a meditare insieme sull’ultima parte del messaggio del 25 Ottobre 2011 dove la Regina della Pace ci dice: “Vi amo e prego incessantemente per la vostra conversione davanti al mio Figlio Gesù”. Lasciamo, anzitutto, che l’espressione “Vi amo” entri profondamente dentro di noi, nel nostro cuore. Nel mondo di oggi siamo così abituati a sentir parlare di “amore” che quasi questa parola ci scivola addosso senza produrre nulla dentro di noi. Fermiamoci e domandiamoci: chi dice di amarmi? Colei che mi ha accolto come figlio, come figlia sotto la croce di Gesù, che proprio in quel momento mostrava l’Amore più grande verso di noi. Quel cuore di Madre, da quel primo Venerdì Santo, non ha mai smesso di battere per ciascuno di noi e l’Amore che da esso viene su di noi ha tutta la forza del Cuore trafitto di Cristo da cui lo riceve. L’Amore della Madre non si ferma davanti a nulla, nessun ostacolo è per Lei insormontabile, mai si dà per vinta, che sopporta qualsiasi sofferenza per noi ed anche questo mese si esprime in questo “Vi amo!”. E’ come quando un innamorata ha cercato in tutti i modi e forme di colpire il cuore dell’amato e, in un estremo tentativo, tutto riassume in quelle due parole! Un primo spunto, quindi, per tutti noi: meditiamo in questa settimana sul fatto che la Madonna prova, come noi, dei sentimenti di amore e su quanto essi siano profondi. Cerchiamo di incontrare nella nostra preghiera Maria come persona viva e non come una “statua”.
Proprio a questo scopo mi sembra importante chiarire una cosa. In croato, la Madonna dice: “Volim vas”. Il verbo “voljeti” è quello che in croato viene usato per indicare l’amore esclusivo. Si tratta, dunque, di un amore che tutto conosce dell’amato, che lo previene con delicatezza infinita, ma che desidera essere ricambiato nella libertà. Da qui la domanda: come rispondo io, proprio io, a questo amore? Dove sono insensibile ad esso? Mi lascio amare, ricordando che accogliere l’amore comporta il fidarsi veramente di chi mi ama?
Il messaggio di questo mese si conclude, poi, con la frase “… e prego incessantemente per la vostra conversione davanti al mio Figlio Gesù". A mio parere, essa nasconde un messaggio enorme. Ciascuno di noi desidera, o dovrebbe desiderare, di esprimere nel modo migliore e più efficace l’amore che prova verso una persona cara, magari in difficoltà o lontana. Ecco, la Madonna ci dice che prega come espressione del grande amore che ha per noi, come a volerci regalare il modo migliore di amare, cioè pregare! Pensiamoci: Lei, Regina del Cielo e della terra, non ci dice: “Vi amo e faccio miracoli per voi” ma: “Vi amo e prego!”. Da qui per noi un altro invito: preghiamo in modo speciale in questa settimana per le persone che più amiamo!
Com’è questa preghiera di Maria, che esprime l’amore vero che Lei ha per noi? “Incessante”, cioè paziente e perseverante, proprio come l’amore vero che sa attendere senza mai arrendersi, che sa ricominciare da capo. E qui che esame di coscienza per noi! Quante volte la nostra preghiera non è così incessante, quante volte ci stanchiamo e non sappiamo attendere …. .
Infine, la Madonna ci svela cosa chiede per noi a Gesù: la nostra conversione! Sì, la mia e la tua, di noi che forse a volte ci pensiamo già a posto, avanti … . Preghiamo anche noi per la nostra conversione con umiltà e disponibili a vedere, con l’aiuto di Dio, tutto ciò in cui dobbiamo ancora cambiare, a cominciare dal nostro modo di amare Dio ed i fratelli!
Una dimora eterna |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 2/11/2011 ore 12:18 |
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 4, 16 - 5, 10
Dopo la morte riceveranno da Dio una dimora eterna, nei cieli
Fratelli, non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne.
Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati gia vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.
Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male.
Preghiera |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 2/11/2011 ore 12:9 |
Atto di accettazione e abbandono per una buona morte
O Signore Gesù, che hai vinto il peccato e la morte, noi ti riconosciamo come nostro Salvatore e Redentore e ti adoriamo con tutto il cuore. Tu sei Dio santo ed immortale, i tuoi giorni non conoscono tramonto e la tua misericordia è senza limiti: ricordati di noi, di quanto è breve ed incerta la nostra esistenza terrena. Il tuo Spirito ci guidi tutti i giorni della nostra vita affinché, dopo averti servito in questo mondo, possiamo giungere nella gioia del tuo regno. Con l'aiuto della tua grazia, noi accettiamo fin d'ora, come dalle tue mani, Padre buono, qualunque genere di morte che tu hai pensato per noi, e accettiamo sin d'ora tutti gli affanni e i dolori che l'accompagneranno. Sorreggici in quell'ora con le potenti braccia dei sacramenti e con la fragranza delle consolazioni della fede. Fa' che, grazie alla presenza di un sacerdote, le parole del perdono vengano pronunciate sopra di noi, che l'olio santo ci segni e ci suggelli, che il tuo corpo sia il nostro cibo e il tuo sangue il nostro lavacro. O Maria, madre tenerissima, rivolgi anche a noi il tuo sguardo pietoso! Ogni giorno, nella preghiera dell'Ave Maria, noi ti chiediamo di pregare per noi peccatori adesso ma soprattutto nell'ora della nostra morte. Chinati su di noi in quell'ora, o Madre, fermati accanto a noi e ottienici da Dio il dono della perseveranza finale. Tu che sei invocata col titolo di "porta del Cielo", aprici la porta del Paradiso, tendici la mano, accoglici fra le tue braccia materne e portaci davanti al figlio tuo Gesù per vivere con gli angeli e i santi la vita che non conosce tramonto. E insieme a te, o Madre, rinnoviamo la nostra professione di fede dicendo insieme: Io credo in Dio...
messaggio 25 ottobre 2011 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 2/11/2011 ore 10:50 |

Messaggio del 2 ottobre 2011 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 4/10/2011 ore 18:11 |

La Divina Misericordia |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 4/10/2011 ore 10:35 |
La Divina Misericordia
La Misericordia divina è il volto dell’amore di Dio verso il peccatore, che sa di non potersi salvare da solo, di aver bisogno di salvezza.
Possiamo dire che la più grande disgrazia dell’uomo moderno non è tanto il peccato, quanto il lento spegnersi del senso del peccato, la fuga nel vuoto dei paradisi artificiali che gli danno l’illusione di essere libero, per così dire, da ogni sentimento di colpevolezza, lasciandosi sottrarre così alla misericordia divina.
Ma : "L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia" Dice Gesù a Suor Faustina. (Diario, p. 132).
La Divina Provvidenza ha suscitato molti testimoni della Divina Misericordia, proclamata con crescente insistenza come ultimo ricorso di un “mondo senza Dio” che mette in pericolo l’esistenza stessa dell’uomo.
Questi testimoni li vediamo tra i poveri e i piccoli. Sono tutti legati da un tratto comune: una umiltà totale, imperniata su una fiducia senza limiti nella Divina Misericordia.
Suor Faustina Kowalska è una di loro. La sua vita, provata da difficoltà durissime e da grazie inaudite, ha un unico significato: il suo messaggio di abbandono all’ineffabile tenerezza di Dio.
Aveva predetto le contrarietà che, dopo la sua morte, avrebbero dovuto ostacolare la sua opera e che, di fatto, sono servite da crogiuolo per separare le scorie dell’oro puro.
Fin dal principio della storia della Chiesa, tutto ciò che è di Dio matura nel fuoco delle prove.
Il messaggio di Santa Faustina Kowalska è più attuale oggi, dopo il Concilio Vaticano II, di quanto non lo fosse cinquant’anni fa.
Con la canonizzazione di Suor Faustina, avvenuta il 30 aprile 2000 il beato Papa Giovanni Paolo II ha voluto trasmettere questo messaggio della Divina Misericordia al nuovo millennio. “Lo trasmetto a tutti gli uomini perché imparino a conoscere sempre meglio il vero volto di Dio e il vero volto dei fratelli” dice nell’omelia pronunciata il giorno della canonizzazione.
"Figlia mia, dì che sono l'Amore e la Misericordia in persona", comanderà Gesù a Suor Faustina (Diario, 374).
Dio è Amore dice San Giovanni e suor Faustina aggiunge: “Dall’amore nasce la misericordia. Dio è Amore e la sua azione è la misericordia”
Il nostro è un mondo di miseria e di salvezza. San Giovanni chiama questa miseria “tenebre” che sono state vinta dalla “Luce” “Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.” (1 Gv 4,16)
Non c’è dunque posto per la presunzione e ancor meno per la disperazione.
“Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? “ Diceva ancora Giovanni Paolo II alla canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, “Come sarà l'avvenire dell'uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. E' certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose. Ma la luce della divina misericordia, che il Signore ha voluto quasi riconsegnare al mondo attraverso il carisma di suor Faustina, illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio.”… “Quante anime ha già consolato l'invocazione "Gesù, confido in Te", che la Provvidenza ha suggerito attraverso Suor Faustina! Questo semplice atto di abbandono a Gesù squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno. “
Siamo invitati perciò a quella fiducia gioiosa e piena , alla disposizione di confidenza, di sicurezza, di libertà audace che spinge a pregare con certezza di essere esauditi.
Gesù a Suor Faustina
Santa Faustina, nel suo Diario riporta questo commovente dialogo tra Dio Misericordioso e l’anima peccatrice:
- Gesù: “Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal Padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto Mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle Mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore”.
- L'anima: “Signore, sento la Tua voce che m'invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né la forza né il coraggio”.
- Gesù: «Sono Io la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta».
- L'anima: “Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te”.
- Gesù: «Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M'impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie».
- L'anima: “Signore, ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore”.
- Gesù: «La Mia Misericordia è più grande delle tue miserie e di quelle del mondo intero. Chi ha misurato la Mia bontà? Per te sono disceso dal cielo in terra, per te Mi sono lasciato mettere in croce, per te ho permesso che venisse aperto con la lancia il Mio Sacratissimo Cuore ed ho aperto per te una sorgente di Misericordia. Vieni ed attingi le grazie da questa sorgente con il recipiente della fiducia. Non respingerò mai un cuore che si umilia; la tua miseria verrà sprofondata nell'abisso della Mia Misericordia. Perché mai dovresti litigare con Me sulla tua miseria? Fammi il piacere, dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io ti colmerò con i tesori delle mie grazie». ( Diario – V quaderno II Parte)
Il mondo senza Dio
Il mondo è infelice non tanto per il suo sterminato numero di poveri ma perché ancora di più in esso è maggiore il numero dei peccatori. “Voi state creando un nuovo mondo senza Dio, solamente con le vostre forze ed è per questo che non siete contenti, e non avete la gioia nel cuore”.(Medjugorje 25 gennaio 1997)
Strategie, giochi di potere, buona volontà cercano di sconfiggere le cause dell’infelicità ma solo chi libera l’uomo dal peccato salva il mondo.
La mancanza di misericordia e di perdono è causa di litigi, ingiustizie, soprusi e guerre.
La società pian piano si è allontanata da Dio perché non ha creduto nel suo amore e nella sua misericordia. L’uomo moderno reclama dai suoi simili la giustizia, ma cosa accadrebbe se reclamasse su di sè la giustizia di Dio?
Ancora oggi molti temono Dio e per questo preferiscono far finta che Dio non esista.
Nel diario santa Faustina scrive le parole di Gesù: “Prima di venire come giudice, spalanco la porta della mia misericordia; chi non vuole passare per essa, cadrà nelle mani della mia giustizia”
Passare nella porta della misericordia è saper chiedere il perdono di Dio e accettarlo, disposti, a nostra volta, a perdonare agli altri.
Potremo rendere migliori noi stessi e la società umana se impareremo a rinnovare con maggiore conoscenza e zelo il culto della Divina Misericordia che non esige solamente la richiesta di perdono per noi ma di realizzare l’invito di Gesù : “Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”. (Cf Gv15,9) e, San Giovanni nella sua prima lettera commenta: “Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.” (1 Gv 3,16)
La Madre di Misericordia
Santa Faustina ebbe anche la visione della Madre di Dio. “Dal suo cuore si sprigionavano due splendidi raggi luminosi, di cui uno saliva verso il cielo e l’altro scendeva ad avvolgere la terra.
Una voce mi disse: Unisci la tua preghiera a quella della Madre mia e fondi il tuo cuore dentro il suo”.
Maria è Colei che conosce più a fondo il mistero della Misericordia di Dio. Lei ne conosce il prezzo e sa quanto esso sia grande.
In questo senso, afferma san’Ilario di Poitiers, la chiamiamo Madre di Misericordia. Se la Redenzione è il capolavoro della Misericordia , Maria è il capolavoro della Redenzione.
Uniamo la nostra preghiera a quella di Maria, fondiamo il nostro cuore dentro il suo e abbandoniamoci alla Misericordia del suo divin Figlio: Gesù confido in Te!
(M. Caterina Muggianu)
Nuova Evangelizzazione |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 26/9/2011 ore 9:57 |
Dio è presente in ogni cosa bella
Nuova Evangelizzazione attraverso la pratica sportiva
Durante la sessione di allenamenti della nazionale sul campo del Saxton Cricket Oval di Nelson, mi accorgo, distogliendo per un attimo l'occhio dal mirino della macchina fotografica che a bordo campo, alle mie spalle, l'inviato della Gazzatta dello Sport sta scambiando lanci con un signore in gonna lunga color celeste chiarissimo e sono più le volte che l'inviato perde la palla che non il signore in abito chiaro. Metto a fuoco … ma è… un frate?? Si Si, è proprio un frate! Con tanto di rosario che gli dondola dalla cintola e sandali calzati a piede nudo! James è il suo nome "d'arte". Il papà, irlandese cattolico, emigrato in Nuova Zelanda lo battezzò Gregory.
Gregory, in arte padre James, si aggira discretamente fra i ragazzi con il suo saio color cielo, scambia qualche lancio con loro e non disdegna una buona birra al pub commentando una partita di rugby. Si intuisce che sa fare bene il suo mestiere. Gioca a rugby come qualsiasi ragazzo neozelandese e mi confessa che anche lui, in gioventù, ha sognato ciò che ogni bambino kiwi sogna di fare da grande: giocare con gli All Blacks e fare "the great OE" (overseas experience) ovvero la grande esperienza oltreoceano. Ma partiamo dalla fine.
Rugby New Zealand 2011,che si occupa, fra le altre cose, dell'organizzazione della RWC, ha deliberato, per la prima volta in una edizione della coppa del mondo, il servizio di supporto spirituale alle squadre partecipanti propostogli dall' organizzazione cristiana neozelandese ENGAGE che ha provveduto a reclutare cappellani a questo scopo.
Padre James, che attualmente "lavora" in Italia presso la giovanissima (fondata 25 anni fa) comunità mariana Oasi della Pace, fu richiamato in terra natia per essere assegnato ai nostri azzurri vista anche la sua ottima conoscenza dell'italiano. Mi incuriosisce con il suo sogno: una Nuova Evangelizzazione attraverso la pratica sportiva, un percorso di fede e sport.
"Dio è presente in ogni cosa bella, è lui stesso IL BELLO. L'arte, il canto, la musica, lo sport, la danza sono espressioni della bellezza del Signore, vanno praticate ed incentivate".
Lui ne sa qualcosa di canto e di musica quando, seguendo il suo percorso di fede in giro per l'Europa, suonava la chitarra per le strade per sopravvivere e faceva l'autostop.
Poi, la svolta. Durante uno dei suoi numerosi pellegrinaggi a Medjugorje incontra un novizio di una nuova congregazione sorta in Italia, alle porte di Roma, fedele
alla Madonna di Medjugorje, appunto. denominata Oasi della Pace. Decide quindi di andare a visitarla e di li non si è più allontanato.
La comunità, la cui sede principale si trova a Passo Corese, in provincia di Rieti, ha una struttura estremamente moderna. Il loro scopo è di promuovere la pace. Vi sono ospitati fratelli e sorelle celibi, sacerdoti e laici di tutto il mondo, coppie di sposi che vivono come loro, nella fede la consacrazione alla preghiera, allo studio, al lavoro nella realtà familiare.
Mi viene spontaneo dire: meno male che c'è padre James!
Preghiera e carità |
Inserito da: Caterina in Sulla Preghiera (12) 13/9/2011 ore 14:53 |
L’orazione e l’elemosina
Prepariamoci a più alti doni divini anche noi con l’orazione e l’elemosina. L’elemosina fatta per puro amore di Dio è un complemento della preghiera e ne accresce la potenza. Dobbiamo santificarci. A noi manca lo spirito profondamente cristiano e la santità. Preghiamo perché lo Spirito Santo discenda nell’anima nostra silenziosamente e ci trasfiguri in creature nuove.
Oh se le famiglie cristiane fossero unite nella carità, quante volte le grazie di Dio, spirituali e temporali le arricchirebbero! In generale – ahimè – le famiglie sono in continui dissensi, i loro membri si riguardano poco meno che estranei, se non addirittura nemici, e come può in queste condizioni il Signore effondersi in esse e vivificarle di nuova vita?
La preghiera e l’elemosina sono il grande segreto dell’armonia familiare, poiché pregando insieme si cementano le anime, ed esercitando la carità s’ingentiliscono i cuori. Rendiamo le nostre famiglie un tempio vivo del Signore, affinché la sua grazia le santifichi. Nelle famiglie c’è l’incomprensione scambievole perché le anime che le formano non si ritrovano in Dio, c’è molte volte l’urto e il contrasto perché manca l’esercizio della carità.
La beneficenza non impoverisce mai le famiglie, e dove c’è la generosità per amore di Dio, ivi c’è la generosità della misericordia e della grazia del Signore. È un fatto che i Santi sono usciti quasi sempre da famiglie dedite alla preghiera e alla carità, perché queste opere sante attirano sulle famiglie lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo forma i fiori olezzanti della santità. (Do
(don Dolindo)
La Santa Eucaristia |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 12/9/2011 ore 11:39 |
“Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo".
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. ".
(Mt 26,26-28)
Scrive San Paolo ai Corinzi: “il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane. “ (1Cor 10,16-17).
La presenza vera, reale e sostanziale di Gesù nell’Eucaristia è una verità creduta e vissuta fin dai primi secoli della Chiesa.
Gli Apostoli, subito dopo la Pentecoste, obbediscono al comandamento di Gesù: “fate questo in memoria di me” (Lc22,19).
San Giustino, nei suoi scritti del II secolo, giunti fino a noi, nella “Prima Apologia” dichiara: “ crediamo che quel cibo su cui sono state rese grazie con le stesse parole pronunciate da Lui, quel cibo che trasformando, alimenta i nostri corpi e il nostro sangue, è la carne e il sangue di Gesù fatto uomo. Gli Apostoli, nelle memorie da loro lasciate, chiamate Vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così :” Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo. Questo è il mio Sangue” e lo diede solamente a loro. Da allora noi facciamo sempre memoria di questo fatto nelle nostre assemblee…”.
Anche Sant’Ireneo nel trattato “Contro le Eresie” scrive: “ Il vino mescolato nel calice e il pane preparato ricevono la Parola di Dio e diventano Eucaristia, cioè Corpo e Sangue di Cristo”
L’Eucaristia è il Sacramento dei Sacramenti perché non solo Gesù ci dona la Grazia ma ci dona Se’ stesso, l’autore della Grazia.
Il Concilio di Trento afferma infatti: “ L’Eucaristia è la fonte, mentre gli altri Sacramenti sono i rivoli della Grazia”
Con le parole “ questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue” Gesù ci da’ il suo vero Corpo e il suo vero Sangue.
Il cambiamento del pane e del vino, che diventano vero Corpo e vero Sangue per la forza dello Spirito Santo viene definito con la parola “transustanziazione”.
Il Concilio di Trento (1545-1563), che riafferma con vigore i principi della fede antica, rimasti immutati fino a oggi, lo definisce “ conversione singolare e mirabile di tutta la sostanza del pane nel Corpo e di tutta la sostanza del vino nel Sangue di Cristo, rimanendo immutate solamente le apparenze esterne” (Enciclopedia Cattolica Vol V)
Il miracolo eucaristico, quindi, avviene nella sostanza del pane e del vino. La quantità, l’odore, il sapore, il colore del pane e del vino non cambiano.
E’ Gesù che diventa una realtà sacramentale , realmente presente, con le apparenze del pane e del vino.
Questa conversione è “singolare” perché non esiste in natura un fenomeno simile, ed è “mirabile” cioè misteriosa, in quanto non può essere compresa dalla ragione umana.
Il Corpo di Gesù non obbedisce a leggi naturali ma a quelle superiori e divine, che sfuggono a qualunque indagine umana.
Egli stesso afferma:
"Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. ” (Mt 28,18), e ancora “ Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37)
Dinnanzi al mistero i nostri sensi fisici non servono. Serve solo la fede.
“ Se ci fosse una mente capace di comprendere il Mistero Eucaristico, scriveva lo scienziato Enrico Medi, questa mente sarebbe capace di comprendere tutti i misteri dell’universo”.( E.Medi- Astronauti diDio)
Se l’Eucaristia non fosse una realtà divina, quanti cuori avrebbero amato invano!
Per credere all’Eucaristia, abbiamo le Parole di Gesù e per avere fede abbiamo l’esempio della Madonna.
Lei ha creduto all’annuncio dell’Angelo, ha creduto che Dio si sarebbe incarnato in Lei, e ha pronunciato il suo “Fiat”, “Così sia”
Noi crediamo che Gesù è vivo nell’Eucaristia e quando si comunica a noi nella Comunione per assimilarci a Se’ anche noi, sull’esempio di Maria, pronunciamo il nostro “Amen” , “Così sia”
Con il Beato Giuseppe Allamano esclamiamo quindi:
“E’ la’, vivo, come sono vivo io in questo momento. E’ là con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Lo crediamo più che se lo vedessimo” e lo Adoriamo!
(M.Caterina Muggianu)
La Fede |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 12/9/2011 ore 11:33 |
12/09/2011
Come vivere questa Parola e crescere nella fede?
Messaggio 25 agosto 2011 |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 30/8/2011 ore 19:23 |
La preghiera di intercessione |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 14/8/2011 ore 11:0 |
+ VANGELO (Mt 15,21-28)
Donna, grande è la tua fede!
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il dialogo centrale avviene tra Gesù e una donna pagana, considerata impura per la sua provenienza. Dopo una breve introduzione, è la donna a prendere l’iniziativa e a supplicare il Signore con molta Fede. Una Fede che la donna scopre dentro, il suo linguaggio è certamente spirituale.
È una grave sofferenza della figlia a munire la donna cananea di coraggio, ma non basta il coraggio quando ci si rivolge a Gesù. Occorre, appunto, ciò che permette di entrare in dialogo con Lui. Ed è la Fede sincera e umile ad attrarre il Signore, a farlo chinare immediatamente verso la creatura che implora qualsiasi Grazia particolare o, addirittura, un grande miracolo.
La figlia della cananea era afflitta da una forte possessione diabolica e da problemi psichici rilevanti. Questi problemi erano certamente collegati all’attività del diavolo nel suo corpo.
Come ho già spiegato, quando satana è lasciato libero di agire in un corpo, vi porta una devastazione impressionante, anche il sorgere di malattie gravi. Soprattutto, causa facilmente esaurimenti nervosi consistenti, mettendo delle fisse nella mente di chi vuole distruggere. Molte malattie mentali sono causate dalla presenza di satana. E rimane indispensabile ricorrere alle medicine, ma la preghiera intensa e le benedizioni di un Sacerdote rimangono indispensabili per la liberazione da ogni causa malefica.
Una delle prove ci viene dalla figlia della cananea. La ragazza sarebbe rimasta in quelle condizioni se non fosse intervenuta la madre, un intervento umile e coraggioso di una madre che ama la propria figlia e si accorge di perderla giorno dopo giorno. Senza l’amore di questa madre, la ragazza sarebbe arrivata alla follia.
Prendete ad esempio la Fede e l’atteggiamento della donna cananea.
Chi non ha un familiare, un parente o un conoscente disturbato seriamente ed incapace di pregare e chiedere aiuto alla Madonna? Perché una delle preghiere che i diavoli odiano terribilmente è il Santo Rosario. Occorre pregare per chi non riesce a pregare, avvicinarsi con amore a chi soffre e parlare della Confessione, della necessità di formare la propria Fede.
Il mondo è pieno di persone insoddisfatte, scoraggiate, depresse. Persone che scoprono l’inutilità del denaro e dei piaceri effimeri, quando incontrano qualsiasi forma di malattia, soprattutto, la depressione o altri sintomi psichici di notevole portata.
Chi non ha fatto l’esperienza del mal di testa o di sofferenze debilitanti? Proprio in quei momenti di acuto dolore, ci si aggrappa a qualcosa. La cananea pregò per la figlia impossibilitata ad esprimere una sola parola.
La preghiera di intercessione è molto importante e potente.
Anche se Gesù manifesta alla donna di voler portare la salvezza ai figli di Israele, il suo intento era quello di provare la cananea. Significa che non basta ripetere
delle preghiere in modo meccanico, occorre manifestare una Fede matura. Ed è un percorso da compiere, una lunga strada da seguire, senza cercare deviazioni dottrinali o altre divagazioni viziose.
Senza una Fede forte, la persona che soffre si carica di inquietudine e tristezza, diventa scontrosa e irascibile. Mostra nelle sottilissimi righe del volto una insoddisfazione profonda. Manifesta una arrabbiatura interna che esplode all’esterno. Questa è la mancanza della preghiera.
La donna cananea, una pagana, oggi insegna a pregare.
Il Vangelo evidenzia la sua umiltà, la sua ferma convinzione di avere trovato in Gesù l’unico Salvatore. È una preghiera perseverante, piena di amore verso la propria figlia. È l’amore a rendere migliore la Fede. Non è sufficiente la Fede, è l’amore ad impreziosire una richiesta di miracolo.
Quel pane che Gesù dona a tutti quelli che credono e si confessano è l’Eucaristia, se stesso, il suo Corpo e il suo Sangue. Alla donna aveva detto che quel pane non potevano mangiarlo gli estranei, quelli che non Lo accettavano. Ma la replica della donna è felice, risponde esattamente quello che Gesù voleva sentire: si accontenta anche delle briciole.
Le briciole del pane indicate dalla donna, ci fanno venire in mente i frammenti dell’Eucaristia che in quasi tutte le Sante Messe cadono per terra, causando sacrilegi e manifestando una totale mancanza di Fede da parte di chi agisce con assoluta indifferenza. In un minuscolo frammento dell’Eucaristia c’è tutto Gesù. Chi prende l’Eucaristia sulla mano, si rende gravemente colpevole dei frammenti che cadono o si appiccicano e poi cadono inavvertitamente.
Chi è degno di toccare il Corpo di Gesù?
C’è la possibilità di prendere l’Eucaristia in bocca o sulla mano, ognuno manifesta la sua Fede verso Gesù nell’adorazione che mostra e nel rispetto della sua Persona.
(Padre Giulio Maria Scozzaro)
Consacrazione alla SS Trinità |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 19/6/2011 ore 18:43 |
Consacrazione alla Santissima Trinità
O Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo, presente e operante nella Chiesa e nella profondità della mia anima, io ti adoro, ti ringrazio, ti amo! E per le mani di Maria santissima Madre mia, a te offro, dono, consacro tutto me stesso, per la vita e per l’eternità.
A te, Padre celeste, mi offro, dono e consacro come figlio.
A te, Gesù Maestro, mi offro, dono e consacro come fratello e discepolo. A te, Spirito Santo, mi offro, dono e consacro come “tempio vivo” per essere consacrato e santificato.O Maria, Madre della Chiesa e Madre mia, tu che sei nella Trinità divina, insegnami a vivere, per mezzo della liturgia e dei sacramenti, in comunione sempre più intima con le tre divine Persone, affinché tutta la mia vita sia un «gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo». Amen.
(Beato Giacomo Alberione)
Sant'Antonio da Padova |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 13/6/2011 ore 13:14 |
Sant'Antonio, amico di Dio e amico dei poveri,
voce di Dio e voce degli uomini,
giovane capace di parlare ai giovani,
uomo forte capace di resistere ai forti
con la potenza disarmante del Vangelo!
Oggi il mondo ha bisogno urgente di Vangelo:
aiutaci ad essere infaticabili annunciatori di Gesù
nelle strade spente della società del benessere;
aiutaci a gridare il Vangelo con la vita
facendoci veramente poveri
per testimoniare la ricchezza che è Dio.
Sant'Antonio,
giovane innamorato di Dio,
oggi i giovani sono defraudati nella speranza
e ingannati con la seducente proposta
di divertimenti che non saziano il cuore:
aiutaci a riempirci di gioia
per testimoniare la gioia vera
che abita nel cuore di Cristo.
Sant'Antonio, rendici uomini di silenzio
per pronunciare parole piene di Dio!
Sant'Antonio, strappaci dalla vita mediocre
per camminare nella via bella della santità
con umiltà, con purezza,
con letizia evangelica e francesca.
Amen!
(Angelo Comastri)
Intenzione di preghiera |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (35) 11/6/2011 ore 10:51 |
ASIA/INDIA - I giovani cristiani promotori di pace nel Nordest dell'India
Kohima (Agenzia Fides) - I giovani cristiani nel Nordest dell'India amano la pace e vogliono essere promotori di pace, in un'area travagliata da conflitti etnici e tensioni sociali. Nella diocesi di Kohima (nello stato del Nagaland), grazie all'iniziativa di un sacerdote locale, padre C. P. Anto, opera il movimento cattolico "Peace Channel", che intende coinvolgere i giovani per "costruire una cultura di pace" nella regione. I giovani di "Peace Channel" agiscono da autentici "messaggeri di pace", nelle famiglie, nelle scuole, nei collegi, nelle comunità, nei villaggi. La loro missione e il loro impegno è "essere profeti di pace nella società".
Il movimento, spiega a Fides p. Anto, è nato "dopo aver visto da vicino, nella regione del Nagaland, la violenza e la morte, con la perdita di molte vite innocenti". Per questo è nata l'idea di riunire i giovani, portatori di grandi ideali e di tanta buona volontà, "e di renderli protagonisti nella promozione della pace e dell'armonia nel territorio, sensibilizzando i loro vicini, di tutte le etnie e religioni, in nome di valori come pace, riconciliazione, uguaglianza, fratellanza".
I giovani di "Peace Channel" seguono incontri formativi in cui approfondire la situazione del contesto in cui vivono, sulle differenze culturali, etniche, tribali e religiose, per poi mettere in atto adeguate strategie per "costruire ponti", anche sostenendo iniziative di sviluppo sociale, economico, culturale, nel campo dell'istruzione e dell'educazione ambientale.
"Peace Channel" organizza incontri di preghiera, veglie per la pace, seminari e convegni, ed è attiva anche nel campo del dialogo interreligioso, considerato come via efficace per costruire la pace. I giovani - conclude p. Anto - si fanno "ambasciatori di pace" nelle situazioni di tensione come i micro-conflitti fra gruppi tribali nella regione dell'India nordorientale, soprattutto coinvolgendo i loro coetanei e "contagiandoli con il valore della pace". (PA) (Agenzia Fides 10/6/2011)
Preghiamo per questi giovani. Chiediamo per loro la protezione di Maria regina della Pace.
Preghiera |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 4/6/2011 ore 13:47 |
VOLGI IL TUO SGUARDO SU DI NOI
Signore,
abbi pietà di coloro che ancora non Ti conoscono o che Ti conoscono poco;
costoro forse un giorno hanno saputo queste cose
e le hanno dimenticate o misconosciute o rinnegate.
Abbi pietà di questa umanità così tormentata, minacciata, afflitta da tanta irragionevolezza.
Metti chiarezza nei pensieri e nei cuori di coloro che,
all' Est e all' Ovest, detengono il potere
e che sembrano non sapere dove orientarsi e rifugiarsi.
Dà alle autorità e ai rappresentanti del popolo,
ai giudici, agli insegnanti e ai presbiteri,
l' intelligenza e la lungimiranza di cui hanno bisogno
nell' esercizio dei loro incarichi pieni di responsabilità.
Consola e conforta
i malati nel corpo e nell' anima,
negli ospedali o altrove,
i prigionieri , gli afflitti, gli abbandonati e i disperati. Grazie! Amen



