Preghiere di Benedizione |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 22/4/2012 ore 11:16 |
Preghiere per Benedire i Luoghi di Vita e di Lavoro:
Visita o Padre la nostra casa (ufficio, negozio...) e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i Santi Angeli a custodirci nella pace e la tua benedizione rimanga sempre con noi.
Per Cristo, Nostro Sgnore. Amen!
Signore Gesù Cristo, che hai comandato ai tuoi apostoli di invocare la pace
su quanti abitavano le case in cui fossero entrati, santifica, ti preghiamo,
questa casa per mezzo della nostra fiduciosa preghiera.
Effondi sopra di essa le tue benedizioni e l'abbondanza della pace.
Giunga in essa la salvezza, come giunse alla casa di Zaccheo, quando tu vi sei entrato.
Incarica i tuoi Santi Angeli di custodirla e di cacciare via da essa ogni potere del maligno.
Concedi a tutti coloro che vi abitano di piacere a Te per le loro opere virtuose,
così da meritare, quando sarà il tempo, di venire accolti nella tua dimora celeste.
Te lo chiediamo per Cristo, Nostro Signore. Amen!
Riconciliarsi con Dio |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 3/4/2012 ore 17:8 |
Nelle rivelazioni fatte a Santa Faustina Kowalska nel 1934, Gesù manifesta la sua sofferenza a causa della diffidenza degli uomini nei confronti del suo amore.
“Oh! quanto Mi ferisce la diffidenza di un'anima! Tale anima riconosce che sono santo e giusto, e non crede che Io sono misericordioso, non ha fiducia nella Mia bontà. Anche i demoni ammirano la Mia giustizia, ma non credono alla Mia bontà. Il mio Cuore gioisce del titolo di Misericordia.
Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle Mie mani sono coronate dalla Misericordia” (Diario S Faustina)
Tanti uomini oggi vedono Dio come Colui che nega la felicità all’uomo o come un Dio indifferente che non si preoccupa delle sue creature, un Dio Giudice, che condanna la debolezza umana. Ma Gesù ha detto ancora a S. Faustina:
«Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggiore diritto hanno alla mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della mia Giustizia. La sorgente della mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà con piena fiducia alla mia Misericordia. Di' all'umanità sofferente che si rifugi nel mio Cuore Misericordioso, ed io la ricolmerò di pace». (Diario S Faustina)
E’ proprio la ferita del peccato che non permette un rapporto di fede e di fiducia filiale con Dio che invece si manifesta come il Dio che corre incontro all’essere umano prendendo Lui l’iniziativa riconciliatrice. Egli non desiste facilmente ma addirittura “insegue i peccatori su tutte le loro strade” come rivela a S. Faustina (Diario S Faustina) e, come Buon Pastore, lascia le novantanove pecorelle per cercare quella smarrita (cfr Matteo 18,12-14)
Ecco ancora un pensiero bellissimo che Gesù ha rivelato alla mistica suor Josefa Menèndez nel 1923.
«Anima che mi appartieni, non far caso di questo nemico crudele...
quando senti la mozione della grazia, prima che incominci la lotta,
ricorri al mio Cuore, chiedigli che versi una goccia del suo sangue
sull'anima tua... Vieni a Me! Tu sai dove Io mi trovo,
celato sotto il velo della fede. Solleva questo velo
e dimmi con tutta confidenza le tue pene, le tue miserie, le tue cadute...
e non temere per il passato. Il mio Cuore lo ha sommerso nell'abisso
della misericordia. La tua vita trascorsa ti renderà umile
e ti sarà occasione di meriti; se vuoi darmi la maggior prova d'amore,
abbi fiducia e conta sul mio perdono.
Credi che i tuoi peccati non sorpasseranno mai la mia misericordia...
essa è infinita...
Il Sacramento della Riconciliazione (La Confessione) è stato affidato alla Chiesa la sera dello stesso giorno della sua Risurrezione: “Gesù dona agli Apostoli, in virtù della forza dello Spirito Santo, il potere di riconciliare con Dio e con la Chiesa i peccatori pentiti: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23). (Giovanni Paolo II – Misericordia Dei)
(M.Caterina Muggianu)
Messaggio del 2 aprile 2012 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 3/4/2012 ore 16:58 |
Nostra Signora di Lourdes |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 14/2/2012 ore 12:34 |
Preghiera a Nostra Signora di Lourdes
Maria, tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,
la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!
Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.
Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.
In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.
Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!
Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!
Amen!
Messaggio del 2 febbraio 2012 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 14/2/2012 ore 12:25 |
Ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 17/1/2012 ore 11:18 |
L'OTTAVARIO PER L'UNITA' DEI CRISTIANI
di Suor Maria del Pilar
Superiora del Monastero Contemplativo "Beata Maria Gabriella dell'Unità", di Pontina (diocesi di Latina), Italia.
"Che tutti siano uno…", fu la preghiera sacerdotale con cui Cristo implorò il Padre nell’Ultima Cena, prima di consumare il suo sacrificio cruento per riunire i figli di Dio dispersi, perché arrivassero ad essere figli nel Figlio (1).
Vogliamo avallare la nostra preghiera ed il nostro lavoro ecumenico nella preghiera fiduciosa di Cristo al Padre, modello per tutti, sempre ed in ogni luogo (2).
L’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa di preghiera ecumenica celebrata annualmente. Nell’emisfero Nord si realizza dal 18 al 25 gennaio e conclude in genere con una celebrazione ecumenica presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, il giorno in cui si celebra l’Apostolo delle Genti. Sedici anni fa, il 25 gennaio 1983, il Santo Padre Giovanni Paolo II, con il fine di rendere più significativo questo momento di preghiera vissuto dalla Chiesa per la piena unione di tutti i credenti in Cristo, concluse l’Ottavario con la Beatificazione della Beata Maria Gabriella Sagghedu, chi ha donato per la causa dell’ecumenismo tutto ciò che possedeva: la sua giovane vita; ed è per questo che oggi è conosciuta da tutti con il nome di Maria Gabriella dell’Unità.
Storia dell’Ottavario
L’Ottavario, tale come si realizza nell’attualità, si deve all’iniziativa di due ministri anglicani in relazione epistolare tra loro: l’inglese Spencer Jones e l’americano Paul James Francis Wattson (1863-1940). Il Rev. Wattson è il fondatore, insieme a Francesca Lurana White, della "Society of Atonement", una comunità religiosa episcopaliana osservante della regola francescana, che nell’anno 1909 passò al cattolicesimo. Nell’anno 1907, il Rev. Jones suggerì l’istituzione, per il 29 giugno di ogni anno, di una giornata di preghiera per il ritorno degli anglicani, e di tutti gli altri cristiani, all’unità con la Sede Romana. L’anno seguente Wattson ampliò l’idea, proponendola in forma di un'ottava (18-25 gennaio) allo scopo di domandare a Dio "il ritorno di tutte le "altre pecore" all’ovile di Pietro, l’unico pastore". Nel 1935 il sacerdote Paul-Irénée Couturier (1881-1953) trasformò questa manifestazione nella "Settimana universale di preghiera per l’unità dei cristiani", con lo scopo di pregare per la santificazione di tutti i battezzati, e per la realizzazione dell’unità "che Dio vorrà, con i mezzi che Egli vorrà, e nel modo che Egli vorrà" (3).
Il tema dell’Ottavario
Fin dal 1958, il tema per la Settimana era stato preparato dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio ecumenico delle Chiese, in collaborazione informale con il centro cattolico francese "Unité chrétienne" di Lione; mentre a partire dal 1966 i testi sono stati preparati congiuntamente da "Fede e Costituzione" (di cui fanno parte di diritto alcuni teologi cattolici), e dal Segretariato per l’unione dei cristiani (ora Pontificio consiglio), arrivando finalmente nel 1968 a celebrare per prima volta la preghiera per l’unità su testi comuni. Dal 1994 fu ampliato il gruppo di lavoro per la preparazione dell’Ottavario, comprendendo due organismi ecumenici laici: la Federazione mondiale delle Associazioni cristiane della gioventù maschile (YMCA) e la Federazione mondiale delle Associazioni cristiane della gioventù femminile (YWCA) (4).
Il tema
..Essi saranno suo popolo ed Egli sarà "Dio con loro"... (Apocalisse 21, 1-7).
La Parola che invita a pregare per l’unità in questa settimana del 1999 è carica di speranza, sia per il mondo che essa ci apre, sia per la circostanza in cui essa viene proposta. La conclusione di quest’anno ci apre all’anno 2000, che segna il ponte di passaggio fra due millenni, e non c’è nessun cristiano che non desideri avviarsi verso una tappa che segni una svolta nella storia delle nostre Chiese. Noi tutti vorremmo che il millennio verso il quale ci incamminiamo, ci facesse gustare i frutti della città celeste che Dio ci offre. Le porte della città di Dio sono sempre aperte e destinate ad accogliere uomini e popoli provenienti da tutte le direzioni, e chiunque entri attraverso una di quelle porte, fa parte del popolo di Dio. Verso questa città di Dio si compie un nuovo e perpetuo pellegrinaggio, che non è più soltanto quello del popolo di Dio, ma è il pellegrinaggio di tutti i popoli.
Gerusalemme costituisce la speranza e la meta di tutti gli uomini perché è la città di Dio. Dal trono di Dio e dell’Agnello, posto al centro della città, scaturiscono le acque dello Spirito, che producono frutti abbondanti e salute per tutti gli uomini.
E’ giustificato e doveroso il pellegrinaggio delle Chiese verso questa città. Avviandosi verso il terzo millennio le Chiese compiono i loro pellegrinaggio, insieme ed in mezzo a tutti gli uomini, implorando il Signore perché trapianti in terra la sua città, una città che veda il popolo delle dodici tribù e quello dei dodici apostoli costituire quell’unico muro che rivela la gloria di Dio con le porte sempre aperte, perché quella è la dimora di Dio con tutti gli uomini. Se questo sarà il pellegrinaggio verso il terzo millennio, certamente la città celeste si avvicinerà di più alla città degli uomini (5).
Conclusione
L’unità è un dono dello Spirito Santo, perciò bisogna proseguire nel dialogo dottrinale, però innanzi tutto bisogna sforzarsi di più nella preghiera ecumenica, in sintonia con la grande invocazione di Cristo: che tutti siano uno…(Gv 17, 21). Solo così davanti al Grande Giubileo potremo presentarci, se non del tutto uniti, almeno molto più vicini a superare le divisioni del secondo millennio (6).
Dobbiamo ricordare che alla fine i movimenti decisivi e salutari delle anime dipendono dalla grazia di Dio, e questa Dio la dona con misteriosa libertà, sebbene non la neghi a preghiera ben fatta; ed ancora la nostra preghiera non ha meritato questo miracoloso favore.
A Maria Madre dell’Unità raccomandiamo il "compito" ecumenico della Chiesa, affinché presto tutti arriviamo ad esser una sola cosa. Glielo chiediamo insieme alla Beata Maria Gabriella, che inspirata nella fiamma del divino anelito di Gesù, consumò in gioioso olocausto la preghiera della sua giovane vita. "Omnes... unum".
Note:
1 Cfr. Ef 1, 5.
2 Cfr. Lettera Enciclica sull’Ecumenismo Ut unum sint, 27. SS Giovanni Paolo II.
3 Dal libro L’Ottavario per l’unità dei cristiani. Documenti e discorsi di SS Paolo VI. A cura di Giordano Monzio Compagnoni, Edizioni Studium Roma, 1998.
4 Ibidem.
5 Cfr. Guida settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, 18-25 gennaio 1999. Pao
Preghiera di riparazione |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 12/1/2012 ore 11:10 |
"Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato". (Galati 6,7)
"Chi non vuole passare attraverso la porta della Misericordia, deve passare attraverso la porta della Mia giustizia»...(Gesù a Santa Faustina Kowalka (Diario 1146)
PREGHIAMO
Dio sia benedetto.
Benedetto il suo santo nome.
Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Benedetto il nome di Gesù.
Benedetto il Suo sacratissimo Cuore.
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta la sua santa ed immacolata concezione.
Benedetta la sua gloriosa assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto S. Giuseppe, suo castissimo sposo.
Benedetto Dio, nei suoi angeli e nei suoi santi.
Messaggio del 2 gennaio 2012 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 2/1/2012 ore 21:56 |

Auguri ! |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 23/12/2011 ore 9:29 |
LA NOTTE SANTA
di Guido Gozzano
- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.
- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.
Il campanile scocca
lentamente le sette.
- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.
- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.
- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.
- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
È nato!
Alleluja! Alleluja!
“Vi amo e prego!”. |
Inserito da: Caterina in Sulla Preghiera (12) 17/11/2011 ore 9:19 |
Ami? Prega!
Eccoci giunti, carissimi amici, a meditare insieme sull’ultima parte del messaggio del 25 Ottobre 2011 dove la Regina della Pace ci dice: “Vi amo e prego incessantemente per la vostra conversione davanti al mio Figlio Gesù”. Lasciamo, anzitutto, che l’espressione “Vi amo” entri profondamente dentro di noi, nel nostro cuore. Nel mondo di oggi siamo così abituati a sentir parlare di “amore” che quasi questa parola ci scivola addosso senza produrre nulla dentro di noi. Fermiamoci e domandiamoci: chi dice di amarmi? Colei che mi ha accolto come figlio, come figlia sotto la croce di Gesù, che proprio in quel momento mostrava l’Amore più grande verso di noi. Quel cuore di Madre, da quel primo Venerdì Santo, non ha mai smesso di battere per ciascuno di noi e l’Amore che da esso viene su di noi ha tutta la forza del Cuore trafitto di Cristo da cui lo riceve. L’Amore della Madre non si ferma davanti a nulla, nessun ostacolo è per Lei insormontabile, mai si dà per vinta, che sopporta qualsiasi sofferenza per noi ed anche questo mese si esprime in questo “Vi amo!”. E’ come quando un innamorata ha cercato in tutti i modi e forme di colpire il cuore dell’amato e, in un estremo tentativo, tutto riassume in quelle due parole! Un primo spunto, quindi, per tutti noi: meditiamo in questa settimana sul fatto che la Madonna prova, come noi, dei sentimenti di amore e su quanto essi siano profondi. Cerchiamo di incontrare nella nostra preghiera Maria come persona viva e non come una “statua”.
Proprio a questo scopo mi sembra importante chiarire una cosa. In croato, la Madonna dice: “Volim vas”. Il verbo “voljeti” è quello che in croato viene usato per indicare l’amore esclusivo. Si tratta, dunque, di un amore che tutto conosce dell’amato, che lo previene con delicatezza infinita, ma che desidera essere ricambiato nella libertà. Da qui la domanda: come rispondo io, proprio io, a questo amore? Dove sono insensibile ad esso? Mi lascio amare, ricordando che accogliere l’amore comporta il fidarsi veramente di chi mi ama?
Il messaggio di questo mese si conclude, poi, con la frase “… e prego incessantemente per la vostra conversione davanti al mio Figlio Gesù". A mio parere, essa nasconde un messaggio enorme. Ciascuno di noi desidera, o dovrebbe desiderare, di esprimere nel modo migliore e più efficace l’amore che prova verso una persona cara, magari in difficoltà o lontana. Ecco, la Madonna ci dice che prega come espressione del grande amore che ha per noi, come a volerci regalare il modo migliore di amare, cioè pregare! Pensiamoci: Lei, Regina del Cielo e della terra, non ci dice: “Vi amo e faccio miracoli per voi” ma: “Vi amo e prego!”. Da qui per noi un altro invito: preghiamo in modo speciale in questa settimana per le persone che più amiamo!
Com’è questa preghiera di Maria, che esprime l’amore vero che Lei ha per noi? “Incessante”, cioè paziente e perseverante, proprio come l’amore vero che sa attendere senza mai arrendersi, che sa ricominciare da capo. E qui che esame di coscienza per noi! Quante volte la nostra preghiera non è così incessante, quante volte ci stanchiamo e non sappiamo attendere …. .
Infine, la Madonna ci svela cosa chiede per noi a Gesù: la nostra conversione! Sì, la mia e la tua, di noi che forse a volte ci pensiamo già a posto, avanti … . Preghiamo anche noi per la nostra conversione con umiltà e disponibili a vedere, con l’aiuto di Dio, tutto ciò in cui dobbiamo ancora cambiare, a cominciare dal nostro modo di amare Dio ed i fratelli!
Una dimora eterna |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 2/11/2011 ore 12:18 |
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 4, 16 - 5, 10
Dopo la morte riceveranno da Dio una dimora eterna, nei cieli
Fratelli, non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne.
Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati gia vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.
Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male.
Preghiera |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 2/11/2011 ore 12:9 |
Atto di accettazione e abbandono per una buona morte
O Signore Gesù, che hai vinto il peccato e la morte, noi ti riconosciamo come nostro Salvatore e Redentore e ti adoriamo con tutto il cuore. Tu sei Dio santo ed immortale, i tuoi giorni non conoscono tramonto e la tua misericordia è senza limiti: ricordati di noi, di quanto è breve ed incerta la nostra esistenza terrena. Il tuo Spirito ci guidi tutti i giorni della nostra vita affinché, dopo averti servito in questo mondo, possiamo giungere nella gioia del tuo regno. Con l'aiuto della tua grazia, noi accettiamo fin d'ora, come dalle tue mani, Padre buono, qualunque genere di morte che tu hai pensato per noi, e accettiamo sin d'ora tutti gli affanni e i dolori che l'accompagneranno. Sorreggici in quell'ora con le potenti braccia dei sacramenti e con la fragranza delle consolazioni della fede. Fa' che, grazie alla presenza di un sacerdote, le parole del perdono vengano pronunciate sopra di noi, che l'olio santo ci segni e ci suggelli, che il tuo corpo sia il nostro cibo e il tuo sangue il nostro lavacro. O Maria, madre tenerissima, rivolgi anche a noi il tuo sguardo pietoso! Ogni giorno, nella preghiera dell'Ave Maria, noi ti chiediamo di pregare per noi peccatori adesso ma soprattutto nell'ora della nostra morte. Chinati su di noi in quell'ora, o Madre, fermati accanto a noi e ottienici da Dio il dono della perseveranza finale. Tu che sei invocata col titolo di "porta del Cielo", aprici la porta del Paradiso, tendici la mano, accoglici fra le tue braccia materne e portaci davanti al figlio tuo Gesù per vivere con gli angeli e i santi la vita che non conosce tramonto. E insieme a te, o Madre, rinnoviamo la nostra professione di fede dicendo insieme: Io credo in Dio...
messaggio 25 ottobre 2011 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 2/11/2011 ore 10:50 |

Messaggio del 2 ottobre 2011 |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 4/10/2011 ore 18:11 |

La Divina Misericordia |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 4/10/2011 ore 10:35 |
La Divina Misericordia
La Misericordia divina è il volto dell’amore di Dio verso il peccatore, che sa di non potersi salvare da solo, di aver bisogno di salvezza.
Possiamo dire che la più grande disgrazia dell’uomo moderno non è tanto il peccato, quanto il lento spegnersi del senso del peccato, la fuga nel vuoto dei paradisi artificiali che gli danno l’illusione di essere libero, per così dire, da ogni sentimento di colpevolezza, lasciandosi sottrarre così alla misericordia divina.
Ma : "L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia" Dice Gesù a Suor Faustina. (Diario, p. 132).
La Divina Provvidenza ha suscitato molti testimoni della Divina Misericordia, proclamata con crescente insistenza come ultimo ricorso di un “mondo senza Dio” che mette in pericolo l’esistenza stessa dell’uomo.
Questi testimoni li vediamo tra i poveri e i piccoli. Sono tutti legati da un tratto comune: una umiltà totale, imperniata su una fiducia senza limiti nella Divina Misericordia.
Suor Faustina Kowalska è una di loro. La sua vita, provata da difficoltà durissime e da grazie inaudite, ha un unico significato: il suo messaggio di abbandono all’ineffabile tenerezza di Dio.
Aveva predetto le contrarietà che, dopo la sua morte, avrebbero dovuto ostacolare la sua opera e che, di fatto, sono servite da crogiuolo per separare le scorie dell’oro puro.
Fin dal principio della storia della Chiesa, tutto ciò che è di Dio matura nel fuoco delle prove.
Il messaggio di Santa Faustina Kowalska è più attuale oggi, dopo il Concilio Vaticano II, di quanto non lo fosse cinquant’anni fa.
Con la canonizzazione di Suor Faustina, avvenuta il 30 aprile 2000 il beato Papa Giovanni Paolo II ha voluto trasmettere questo messaggio della Divina Misericordia al nuovo millennio. “Lo trasmetto a tutti gli uomini perché imparino a conoscere sempre meglio il vero volto di Dio e il vero volto dei fratelli” dice nell’omelia pronunciata il giorno della canonizzazione.
"Figlia mia, dì che sono l'Amore e la Misericordia in persona", comanderà Gesù a Suor Faustina (Diario, 374).
Dio è Amore dice San Giovanni e suor Faustina aggiunge: “Dall’amore nasce la misericordia. Dio è Amore e la sua azione è la misericordia”
Il nostro è un mondo di miseria e di salvezza. San Giovanni chiama questa miseria “tenebre” che sono state vinta dalla “Luce” “Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.” (1 Gv 4,16)
Non c’è dunque posto per la presunzione e ancor meno per la disperazione.
“Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? “ Diceva ancora Giovanni Paolo II alla canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, “Come sarà l'avvenire dell'uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. E' certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose. Ma la luce della divina misericordia, che il Signore ha voluto quasi riconsegnare al mondo attraverso il carisma di suor Faustina, illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio.”… “Quante anime ha già consolato l'invocazione "Gesù, confido in Te", che la Provvidenza ha suggerito attraverso Suor Faustina! Questo semplice atto di abbandono a Gesù squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno. “
Siamo invitati perciò a quella fiducia gioiosa e piena , alla disposizione di confidenza, di sicurezza, di libertà audace che spinge a pregare con certezza di essere esauditi.
Gesù a Suor Faustina
Santa Faustina, nel suo Diario riporta questo commovente dialogo tra Dio Misericordioso e l’anima peccatrice:
- Gesù: “Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal Padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto Mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle Mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore”.
- L'anima: “Signore, sento la Tua voce che m'invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né la forza né il coraggio”.
- Gesù: «Sono Io la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta».
- L'anima: “Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te”.
- Gesù: «Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M'impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie».
- L'anima: “Signore, ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore”.
- Gesù: «La Mia Misericordia è più grande delle tue miserie e di quelle del mondo intero. Chi ha misurato la Mia bontà? Per te sono disceso dal cielo in terra, per te Mi sono lasciato mettere in croce, per te ho permesso che venisse aperto con la lancia il Mio Sacratissimo Cuore ed ho aperto per te una sorgente di Misericordia. Vieni ed attingi le grazie da questa sorgente con il recipiente della fiducia. Non respingerò mai un cuore che si umilia; la tua miseria verrà sprofondata nell'abisso della Mia Misericordia. Perché mai dovresti litigare con Me sulla tua miseria? Fammi il piacere, dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io ti colmerò con i tesori delle mie grazie». ( Diario – V quaderno II Parte)
Il mondo senza Dio
Il mondo è infelice non tanto per il suo sterminato numero di poveri ma perché ancora di più in esso è maggiore il numero dei peccatori. “Voi state creando un nuovo mondo senza Dio, solamente con le vostre forze ed è per questo che non siete contenti, e non avete la gioia nel cuore”.(Medjugorje 25 gennaio 1997)
Strategie, giochi di potere, buona volontà cercano di sconfiggere le cause dell’infelicità ma solo chi libera l’uomo dal peccato salva il mondo.
La mancanza di misericordia e di perdono è causa di litigi, ingiustizie, soprusi e guerre.
La società pian piano si è allontanata da Dio perché non ha creduto nel suo amore e nella sua misericordia. L’uomo moderno reclama dai suoi simili la giustizia, ma cosa accadrebbe se reclamasse su di sè la giustizia di Dio?
Ancora oggi molti temono Dio e per questo preferiscono far finta che Dio non esista.
Nel diario santa Faustina scrive le parole di Gesù: “Prima di venire come giudice, spalanco la porta della mia misericordia; chi non vuole passare per essa, cadrà nelle mani della mia giustizia”
Passare nella porta della misericordia è saper chiedere il perdono di Dio e accettarlo, disposti, a nostra volta, a perdonare agli altri.
Potremo rendere migliori noi stessi e la società umana se impareremo a rinnovare con maggiore conoscenza e zelo il culto della Divina Misericordia che non esige solamente la richiesta di perdono per noi ma di realizzare l’invito di Gesù : “Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”. (Cf Gv15,9) e, San Giovanni nella sua prima lettera commenta: “Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.” (1 Gv 3,16)
La Madre di Misericordia
Santa Faustina ebbe anche la visione della Madre di Dio. “Dal suo cuore si sprigionavano due splendidi raggi luminosi, di cui uno saliva verso il cielo e l’altro scendeva ad avvolgere la terra.
Una voce mi disse: Unisci la tua preghiera a quella della Madre mia e fondi il tuo cuore dentro il suo”.
Maria è Colei che conosce più a fondo il mistero della Misericordia di Dio. Lei ne conosce il prezzo e sa quanto esso sia grande.
In questo senso, afferma san’Ilario di Poitiers, la chiamiamo Madre di Misericordia. Se la Redenzione è il capolavoro della Misericordia , Maria è il capolavoro della Redenzione.
Uniamo la nostra preghiera a quella di Maria, fondiamo il nostro cuore dentro il suo e abbandoniamoci alla Misericordia del suo divin Figlio: Gesù confido in Te!
(M. Caterina Muggianu)
Nuova Evangelizzazione |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 26/9/2011 ore 9:57 |
Dio è presente in ogni cosa bella
Nuova Evangelizzazione attraverso la pratica sportiva
Durante la sessione di allenamenti della nazionale sul campo del Saxton Cricket Oval di Nelson, mi accorgo, distogliendo per un attimo l'occhio dal mirino della macchina fotografica che a bordo campo, alle mie spalle, l'inviato della Gazzatta dello Sport sta scambiando lanci con un signore in gonna lunga color celeste chiarissimo e sono più le volte che l'inviato perde la palla che non il signore in abito chiaro. Metto a fuoco … ma è… un frate?? Si Si, è proprio un frate! Con tanto di rosario che gli dondola dalla cintola e sandali calzati a piede nudo! James è il suo nome "d'arte". Il papà, irlandese cattolico, emigrato in Nuova Zelanda lo battezzò Gregory.
Gregory, in arte padre James, si aggira discretamente fra i ragazzi con il suo saio color cielo, scambia qualche lancio con loro e non disdegna una buona birra al pub commentando una partita di rugby. Si intuisce che sa fare bene il suo mestiere. Gioca a rugby come qualsiasi ragazzo neozelandese e mi confessa che anche lui, in gioventù, ha sognato ciò che ogni bambino kiwi sogna di fare da grande: giocare con gli All Blacks e fare "the great OE" (overseas experience) ovvero la grande esperienza oltreoceano. Ma partiamo dalla fine.
Rugby New Zealand 2011,che si occupa, fra le altre cose, dell'organizzazione della RWC, ha deliberato, per la prima volta in una edizione della coppa del mondo, il servizio di supporto spirituale alle squadre partecipanti propostogli dall' organizzazione cristiana neozelandese ENGAGE che ha provveduto a reclutare cappellani a questo scopo.
Padre James, che attualmente "lavora" in Italia presso la giovanissima (fondata 25 anni fa) comunità mariana Oasi della Pace, fu richiamato in terra natia per essere assegnato ai nostri azzurri vista anche la sua ottima conoscenza dell'italiano. Mi incuriosisce con il suo sogno: una Nuova Evangelizzazione attraverso la pratica sportiva, un percorso di fede e sport.
"Dio è presente in ogni cosa bella, è lui stesso IL BELLO. L'arte, il canto, la musica, lo sport, la danza sono espressioni della bellezza del Signore, vanno praticate ed incentivate".
Lui ne sa qualcosa di canto e di musica quando, seguendo il suo percorso di fede in giro per l'Europa, suonava la chitarra per le strade per sopravvivere e faceva l'autostop.
Poi, la svolta. Durante uno dei suoi numerosi pellegrinaggi a Medjugorje incontra un novizio di una nuova congregazione sorta in Italia, alle porte di Roma, fedele
alla Madonna di Medjugorje, appunto. denominata Oasi della Pace. Decide quindi di andare a visitarla e di li non si è più allontanato.
La comunità, la cui sede principale si trova a Passo Corese, in provincia di Rieti, ha una struttura estremamente moderna. Il loro scopo è di promuovere la pace. Vi sono ospitati fratelli e sorelle celibi, sacerdoti e laici di tutto il mondo, coppie di sposi che vivono come loro, nella fede la consacrazione alla preghiera, allo studio, al lavoro nella realtà familiare.
Mi viene spontaneo dire: meno male che c'è padre James!
Preghiera e carità |
Inserito da: Caterina in Sulla Preghiera (12) 13/9/2011 ore 14:53 |
L’orazione e l’elemosina
Prepariamoci a più alti doni divini anche noi con l’orazione e l’elemosina. L’elemosina fatta per puro amore di Dio è un complemento della preghiera e ne accresce la potenza. Dobbiamo santificarci. A noi manca lo spirito profondamente cristiano e la santità. Preghiamo perché lo Spirito Santo discenda nell’anima nostra silenziosamente e ci trasfiguri in creature nuove.
Oh se le famiglie cristiane fossero unite nella carità, quante volte le grazie di Dio, spirituali e temporali le arricchirebbero! In generale – ahimè – le famiglie sono in continui dissensi, i loro membri si riguardano poco meno che estranei, se non addirittura nemici, e come può in queste condizioni il Signore effondersi in esse e vivificarle di nuova vita?
La preghiera e l’elemosina sono il grande segreto dell’armonia familiare, poiché pregando insieme si cementano le anime, ed esercitando la carità s’ingentiliscono i cuori. Rendiamo le nostre famiglie un tempio vivo del Signore, affinché la sua grazia le santifichi. Nelle famiglie c’è l’incomprensione scambievole perché le anime che le formano non si ritrovano in Dio, c’è molte volte l’urto e il contrasto perché manca l’esercizio della carità.
La beneficenza non impoverisce mai le famiglie, e dove c’è la generosità per amore di Dio, ivi c’è la generosità della misericordia e della grazia del Signore. È un fatto che i Santi sono usciti quasi sempre da famiglie dedite alla preghiera e alla carità, perché queste opere sante attirano sulle famiglie lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo forma i fiori olezzanti della santità. (Do
(don Dolindo)
La Santa Eucaristia |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 12/9/2011 ore 11:39 |
“Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo".
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. ".
(Mt 26,26-28)
Scrive San Paolo ai Corinzi: “il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane. “ (1Cor 10,16-17).
La presenza vera, reale e sostanziale di Gesù nell’Eucaristia è una verità creduta e vissuta fin dai primi secoli della Chiesa.
Gli Apostoli, subito dopo la Pentecoste, obbediscono al comandamento di Gesù: “fate questo in memoria di me” (Lc22,19).
San Giustino, nei suoi scritti del II secolo, giunti fino a noi, nella “Prima Apologia” dichiara: “ crediamo che quel cibo su cui sono state rese grazie con le stesse parole pronunciate da Lui, quel cibo che trasformando, alimenta i nostri corpi e il nostro sangue, è la carne e il sangue di Gesù fatto uomo. Gli Apostoli, nelle memorie da loro lasciate, chiamate Vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così :” Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo. Questo è il mio Sangue” e lo diede solamente a loro. Da allora noi facciamo sempre memoria di questo fatto nelle nostre assemblee…”.
Anche Sant’Ireneo nel trattato “Contro le Eresie” scrive: “ Il vino mescolato nel calice e il pane preparato ricevono la Parola di Dio e diventano Eucaristia, cioè Corpo e Sangue di Cristo”
L’Eucaristia è il Sacramento dei Sacramenti perché non solo Gesù ci dona la Grazia ma ci dona Se’ stesso, l’autore della Grazia.
Il Concilio di Trento afferma infatti: “ L’Eucaristia è la fonte, mentre gli altri Sacramenti sono i rivoli della Grazia”
Con le parole “ questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue” Gesù ci da’ il suo vero Corpo e il suo vero Sangue.
Il cambiamento del pane e del vino, che diventano vero Corpo e vero Sangue per la forza dello Spirito Santo viene definito con la parola “transustanziazione”.
Il Concilio di Trento (1545-1563), che riafferma con vigore i principi della fede antica, rimasti immutati fino a oggi, lo definisce “ conversione singolare e mirabile di tutta la sostanza del pane nel Corpo e di tutta la sostanza del vino nel Sangue di Cristo, rimanendo immutate solamente le apparenze esterne” (Enciclopedia Cattolica Vol V)
Il miracolo eucaristico, quindi, avviene nella sostanza del pane e del vino. La quantità, l’odore, il sapore, il colore del pane e del vino non cambiano.
E’ Gesù che diventa una realtà sacramentale , realmente presente, con le apparenze del pane e del vino.
Questa conversione è “singolare” perché non esiste in natura un fenomeno simile, ed è “mirabile” cioè misteriosa, in quanto non può essere compresa dalla ragione umana.
Il Corpo di Gesù non obbedisce a leggi naturali ma a quelle superiori e divine, che sfuggono a qualunque indagine umana.
Egli stesso afferma:
"Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. ” (Mt 28,18), e ancora “ Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37)
Dinnanzi al mistero i nostri sensi fisici non servono. Serve solo la fede.
“ Se ci fosse una mente capace di comprendere il Mistero Eucaristico, scriveva lo scienziato Enrico Medi, questa mente sarebbe capace di comprendere tutti i misteri dell’universo”.( E.Medi- Astronauti diDio)
Se l’Eucaristia non fosse una realtà divina, quanti cuori avrebbero amato invano!
Per credere all’Eucaristia, abbiamo le Parole di Gesù e per avere fede abbiamo l’esempio della Madonna.
Lei ha creduto all’annuncio dell’Angelo, ha creduto che Dio si sarebbe incarnato in Lei, e ha pronunciato il suo “Fiat”, “Così sia”
Noi crediamo che Gesù è vivo nell’Eucaristia e quando si comunica a noi nella Comunione per assimilarci a Se’ anche noi, sull’esempio di Maria, pronunciamo il nostro “Amen” , “Così sia”
Con il Beato Giuseppe Allamano esclamiamo quindi:
“E’ la’, vivo, come sono vivo io in questo momento. E’ là con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Lo crediamo più che se lo vedessimo” e lo Adoriamo!
(M.Caterina Muggianu)
La Fede |
Inserito da: Caterina in Movimento Orante (40) 12/9/2011 ore 11:33 |
12/09/2011
Come vivere questa Parola e crescere nella fede?
Messaggio 25 agosto 2011 |
Inserito da: Caterina in Preghiere (21) 30/8/2011 ore 19:23 |






